Le balene con la gobba della Repubblica Dominicana

Ultima modifica in data 18/06/2024

C’è una sola destinazione caraibica ad accogliere in maniera organica le balene. La Repubblica Dominicana.

Le date importanti quando si parla di balene con la gobba sono due:

il 1966, anno in cui il governo dominicano le dichiara specie protette. E il 1986, quando viene istituito il Santuario dei Mammiferi Marini, che comprende la baia di Samanà e le acque più a nord denominate Banco de la Plata y de la Navidad.

Si tratta della più grande riserva marina della nazione oltre che del primo santuario dei mammiferi marini nell’Oceano Atlantico.

Questa particolare specie di megattere arriva nelle acque calde di Samanà nel primo trimestre di ogni anno per partorire e accoppiarsi.

L’attività di avvistamento sta crescendo sempre di più.

I dati del Ministero dell’Ambiente segnalano che dal 2022 si sono superate le 100 mila presenze tra chi esce in barca e chi le osserva da terra. Lo stesso anno al momento è quello migliore nell’ultimo quinquennio come numero di avvistamenti, 944.

Come detto, si possono osservare in due modi:

  • con un’escursione in barca, la maniera sicuramente più emozionante e anche efficace. I dettagli puoi vederli nel mio articolo specifico su come vedere le balene
  • dall’osservatorio di Punta Balandra (sulla strada che da unisce Santa Barbara di Samanà a Las Galeras), creato nel 2011 per celebrare questo importante evento annuale e permettere di provare a vedere le balene senza lasciare la terraferma.

QUANTO E PERCHÈ SONO IMPORTANTI LE BALENE CON LA GOBBA

“Il numero di balene che ci visitano ogni anno è aumentato. La specie è stata persino inserita in una lista come specie vulnerabile. Oggi le popolazioni di balene sono più stabili. È stato nel 2019 che questa specie, che abita principalmente l’Oceano Atlantico meridionale, ha recuperato i suoi numeri dopo essere stata pericolosamente vicina all’estinzione a causa dell’industria baleniera”

Biologo Nelson Garcìa Marcano al giornale El Dinero

Il Santuario è una delle poche aree marine costiere protette dei Caraibi a poter vantare condizioni perfette dei processi ecologici e biologici negli ecosistemi che ospita.

Secondo l’Unesco, i suoi habitat naturali sono tra i più importanti e significativi per la conservazione della biodiversità caraibica, in particolare delle megattere. Si stima che l’85% della popolazione di balene con la gobba dell’Atlantico settentrionale utilizzi le acque del Santuario per le funzioni vitali, l’accoppiamento e la riproduzione.

Secondo alcuni studi locali, ci sarebbero circa 17 mila esemplari, un 40% di tutte le megattere mondiali.

Questa tipologia di santuari marini è fondamentale in ottica di protezione dell’habitat riproduttivo. Le balene infatti durante l’anno vivono nelle acque fredde ma necessitano di acque calde per partorire, accoppiarsi e far crescere i piccoli finché non siano pronti a migrare.

L’area di Samanà in questo senso è all’avanguardia e sta emergendo come destinazione mondiale per la salvaguardia di questi animali.

Tre quarti delle balene con la gobba che nascono nelle acque dominicane, ci tornano poi negli anni successivi da adulte. Questo si sa per certo grazie ai programmi di monitoraggio ed identificazione, possibile grazie alle code.

Alla rilevanza ambientale e naturalistica, si accompagna l’impatto economico che questa attività porta con sè. Negli anni è diventata infatti una delle principali cose da fare in Repubblica Dominicana.

CONOSCIAMO MEGLIO LE BALENE CON LA GOBBA

È arrivato il momento di parlare in maniera più approfondita dei protagonisti di questo articolo.

Descriverò le varie caratteristiche in paragrafi separati. Prima, un piccolo elenco di notizie generali rilasciate recentemente dal Ministero dell’Ambiente:

  • su 100 balene con la gobba dell’Atlantico del nord, ben 85 nascono nella baia di Samanà e quindi sono “dominicane”
  • le balene in estate vivono e si nutrono nelle fredde acque settentrionali (oceano tra Groenlandia, Islanda, Norvegia, Canada e nord-est degli Stati Uniti), poi migrano verso Samanà con un viaggio lungo 7000 km e che richiede fino a 36 giorni
  • si nutrono principalmente di krill, piccoli crostacei simili a gamberi. Durante l’estate accumulano il grasso necessario per il lungo viaggio (non si nutrono finché non tornano in acque fredde), possono perdere fino a un terzo del peso corporeo a causa dell’alimentazione dei cuccioli
  • vivono in media 50 anni, anche se in rare occasioni possono raggiungere i 100 anni
  • le loro immersioni durano solitamente tra i 15 e i 20 minuti ma possono rimanere sott’acqua anche per mezz’ora
  • sono i cetacei più acrobatici e spesso compiono salti fuori dall’acqua.

un tipico salto delle balene con la gobba

I GIGANTI DEL MARE

La prima cosa da sapere è che le femmine sono più grandi dei maschi. Una femmina adulta misura dai 15 ai 19 metri e pesa 40 tonnellate, i maschi raggiungono massimo i 14 metri e pesano circa 27 tonnellate. I cuccioli appena nati sono lunghi 3 metri e pesano circa 1 tonnellata.

Nella parte superiore della testa hanno 2 fessure, una per ogni polmone (che sono grandi quanto un’auto piccola). Il getto d’aria quando espirano raggiunge gli 8 metri d’altezza.

I tubercoli sul muso, con peli legati al sistema nervoso, sono grandi ciascuno quanto un pugno umano.

Prima ti ho accennato che l’identificazione avviene tramite la coda. Infatti questa funge da impronta digitale perché la parte inferiore ha caratteri unici che permettono ai biologi di identificare senza errore ogni singolo membro.

La coda di un adulto arriva fino a 5 metri di larghezza, esattamente quanto possono essere lunghe le pinne laterali.

Queste ultime sono bianche su entrambi i lati nelle balene con la gobba dell’Atlantico del nord. Ciò le distingue da quelle del Pacifico, che invece presentano la parte superiore di colore scuro.

COMUNICAZIONE

Il tema che riguarda il modo di comunicare delle balene ha dell’incredibile.

Innanzitutto cantano soltanto gli esemplari maschi e il canto è tra i più complessi del regno animale. Può durare fino a 20 minuti e si sente a 32 km di distanza.

Ogni popolazione ha un suo dialetto che la differenzia dalle altre. Quando si trovano nella stessa zona, le balene si sincronizzano e cantano la stessa canzone. Questa cambia ogni anno e la portano con loro nello spostamento da un oceano all’altro.

La funzione principale del canto non si conosce con esattezza, anche se le ipotesi sono quelle classiche e probabilmente tutte valide:

può essere un modo per attirare le femmine; una sorta di sonar che funga da geolocalizzatore per muoversi nella zona; oppure, potrebbe servire come sfida agli altri maschi e quindi in funzione di leadership.

IMPORTANZA PER IL REGNO ANIMALE

Le balene con la gobba hanno un ruolo rilevante anche per il resto della fauna marina.

È stato accertato infatti che le balene lottano contro le orche non solo per proteggere i propri cuccioli ma anche altre specie. Una foto famosa di Robert Pitman raffigura una balena che salva una foca da un’orca:

ha nuotato col dorso in su per 20 minuti trasportando la foca sul suo stomaco, per poi lasciarla in salvo su un iceberg.

Ancora non è chiaro il motivo per cui difendono altre specie di animali.

Durante l’attacco hanno un vero e proprio grido di battaglia e utilizzano tre stili di combattimento:

  • percuotono forte la superficie dell’acqua per creare onde che disorientino gli avversari
  • saltano direttamente sopra le orche
  • colpiscono le orche con la coda o con le pinne.

UNA SPECIE IN PERICOLO

L’esistenza del Santuario e i programmi che vengono portati avanti sono fondamentali per la salvaguardia di questi animali.

La loro sopravvivenza è sempre a rischio a causa, tra le altre, della pesca. Sia in via diretta (la caccia alle balene) che in via indiretta (quando restano accidentalmente impigliate nelle reti o per la riduzione delle loro fonti di alimentazione).

Sono abbastanza frequenti anche gli scontri con le barche, che possono lasciarle gravemente mutilate o addirittura ucciderle dopo una lenta agonia. Ecco perché durante le escursioni, le imbarcazioni hanno regole stringenti e precise da rispettare.

Ancora oggi nelle acque dominicane si può avvistare Piano, una balena che è stata mutilata da un’elica ma che è riuscita a sopravvivere.

Infine, un altro problema è dovuto allo stress e alle alterazioni di frequenza cardiaca causate dall’inquinamento acustico, dai lavori sottomarini, dalle esplosioni per estrarre petrolio e gas e dai sonar militari che interferiscono nella loro comunicazione.

Questi stimoli esterni compromettono anche il rapporto tra madri e cuccioli, impedendo alle prime di sussurrare ai figli e di riposare in maniera adeguata per poterli alimentare.

I CUCCIOLI DELLE BALENE CON LA GOBBA

Finiamo questa rassegna sulle megattere dominicane con un breve approfondimento sui cuccioli:

  • si strofinano e sussurrano alle mamme per creare un legame più profondo. Spesso si formano delle cicatrici sul loro corpo a causa delle ferite causate dai crostacei attaccati alle mamme
  • nei primi tempi, nuotano in acque poco profonde con la sola presenza delle madri, lontano dai maschi e dai predatori
  • alla nascita hanno un colore grigio pallido, in pochi giorni la melanina inizia ad attivarsi e a scurire la pelle
  • pesano in media 900 kg/1 tonnellata al momento del parto
  • aumentano di peso mediamente di 23 kg al giorno (ma possono arrivare a 45 kg al giorno)
  • nelle prime settimane di vita, devono salire in superficie per respirare ogni 5-6 minuti
  • bevono 600 litri al giorno di latte, che contiene il 60% dei grassi e delle sostanze nutrienti
  • appena vengono alla luce, le madri li spingono in superficie perché imparino a respirare. Utilizzano la coda come stabilizzatore e come specie di boa per non affogare.

CONCLUSIONE

La penisola di Samanà è uno scrigno di tesori di vario tipo.

Avvistare le balene è senza dubbio una delle escursioni più belle ed emozionanti, anche se rispetto alle altre è disponibile solo per 3 mesi.

Chi vuole sapere tutto sulle balene con la gobba, può visitare il museo a Santa Barbara de Samanà. Tra le spiegazioni delle tratte e delle caratteristiche e gli alberi genealogici, è pure possibile vedere lo scheletro di un maschio lungo oltre 12 metri, ritrovato lungo la costa nel 1993.

Ti ringrazio,

alla prossima!

Noel

 
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